Caos


Disordinato

andirivieni

di presenze

parche esistenze

solitudini smarrite

(e vane)

popolano

aridi mondi

di luce spenti

Argini silenziosi

li circondano

come vitrei scudi

pietrificando

ogni ceruleo battito

che a risvegliarli

prova

La vellutata luce

che a penetrarli

tenta

su diamantino specchio

sbatte

e si riflette

e frantumarli vuole

ma non può

poiché oltre il tempo

risalir non sa

che il tempo non è

giunto

di rivelar

le cose

(e il Divin Piano)

ad ogni essenza.

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