Rinasco


Passi lenti su marmo a colori
mai più ombre
nè grigio tormento
Chiudo le porte ad una ad una

Calvalco il vento del rinnovamento
Seguo il senso del mio dissenso
Copro il cuore di fumo denso
Penso.

Il tempo agita
Il sonno mente
Di troppa vita
sono stata assente

Calpesto vetri di delusione
Rami secchi di incomprensione
Foglie perse come appendici
lasciate cadere per incuria

Intrappolata come a mosca cieca
cronica sfida
contro me stessa
osteggio

Quel vago brivido di intransigenza
rende succube al mio stesso limite
ogni teatrale aneddoto
di sprezzante veemenza

Pazienza premia
Discernimento appaga
Rispetto illumina
Costanza ripaga

Sgretolato
l’ ultimo muro di resistenza
armatura sciolgo
come metallo al calco

Distolgo ogni rammarico
che frammentare
vuole l’autostima
ed entro avvolta di piume

Mi affaccio sulla finestra della mia anima
Mani porgo a raccogliere
desideri di sconosciuta pace
come semi d’albero sacro

Occhi abbagliati da luce pura
non voglio chiudere
Verdi pareti accolgono
Su bianchi infissi

Nostalgico tormento
Graffio sull’aura
Che non dimentica
angoli intensi di cuore e stamina

Malsana palude viscida di sotterfugi
Scivolando rifuggo
Solo asettica trasparenza
Anelo

Sole caldo e immenso
Cieli azzurri e tersi
Acque limpide
di comprensione bramo

Non voglio silenzi
nè àncore terrene
Spirito rincorro su ali
di eterea gaiezza

Giochi infantili
innocente purezza
non portano vuoto silenzio
ma gioia.

Rinasco!

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