Il surrealismo di Tetsuya ishida


Oggi voglio dedicare una pagina a questo pittore giapponese Tetsuya Ishida scomparso a soli 31 anni, che ha dedicato la sua carriera a dipingere il malessere dell’uomo moderno giapponese, incapace di ribellarsi alle imposizioni dettate dalla società, che le vive come una prigione ed una alienazione di se stesso e della sua identità. Tutto in Ishida ci comunica il suo disagio interiore, rispetto a un mondo che non tollera chi si estranea dal gregge, chi si vuole distinguere  per qualcosa che non sia previsto dagli schematismi mentali precostituiti e imposti dall’alto del sistema. Un uomo ingabbiato nel lavoro, deumanizzato e sfruttato al punto da ridursi ad una macchina da lavoro. Questo sistema schizzofrenico che non pone innanzi ai giovani alcun futuro, sa però essere coercitivo e dilaniante nel proporre un ideale di uomo vittima e complice del sistema, un automa didatticamente istruito fin dalla più tenera età a tenere per se dubbbi e colpe, a costo di ingoiarle come pastiglie.

 

Tetsuya Ishida_A drawer 1996
tetsuya-ishida-Far in the distance 1999
Tetsuya ishida A man running away to the lavatory 1996
Tetsuya Ishida A man who has lost the adility to fly
Tsetuya IshimotoThe Visitor 1999

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