Nessuno saprà mai


La città ingoiata dalla nebbia
Ha un acre sapore di desolazione
Pare avvolta da un gelido manto
di solitudine e finzione
umido abbraccio
ipocrita e disperato
per chi ha perso i sogni suoi
ma dà un senso di tranquillità
non vedere la grigia realtà.

Cela agli occhi ogni dettaglio
l’imperfetto non ha spiraglio
Abbaglio che il tutto a niente riduce
il nulla dilaga e si cuce
addosso al tuo abisso
come bisso prezioso tessuto
e ristoro d’insofferenza
momentanea la pace t’incanta
come angelica danza.

Solo un palmo di complicità
l’impercettibile divario copre
fra il volere ed il peso del potere
che ti viene strappato di mano
da quel velo sottile come seta
s’apre il sipario:
melodramma di stenti
intenti non raggiunti
per forza di causa maggiore.

Tu non sai se piangere o urlare
parlare o gridare
tra la nebbia che importa,
allora corri ad occhi chiusi
salti sui tetti
lo sguardo si perde
ora voli che importa
ma nessuno ti vede
c’è la nebbia nessuno saprà mai!

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