Ordigno imprevedibile il cuore


Ordigno imprevedibile il cuore.

Ottenebrato dal suo stesso ego

che dominarlo tenta e vuole

e ci riesce.

Nuvole ne cancellano come scie le iperbole

Per irrorarlo di saggezza e piombo

Per trattenerlo e siggillarlo

in gabbie protettive.

Sbuccio i sentimenti come noci

per nutrirmi del solo mallo

Caratteri stampati a fuoco

rammemorano

Brucianti scottature.

Sentieri disallineati come esche corrono

A rapinare le energie.

Diverbi disillusi disincantati

Morbidamente sfocano l’attenzione

Ubriachi parolieri sproloquiano

negli orecchi intenti non convinti

Occasioni di contrabasso

vibrano su tanghi improvvisati

Rapendo armoniche come centrini al capo

Mentre rosari di zampogne

percorrono sentieri scoscesi

Scalini arrampicati su millenari pertugi

come trombe acclamano ogni passo

Rivendicato

Faticosamente armato

Pesce di palude s’adatta

Rasente il fondo

Protetto

Depositando sogni come macigni.

Addio ottuse orgogliose scorie,

palinsesto di fazzoletti ricamati

Addio!

Ora solo Sabbie candide

su cui lasciare orme tiepide

percorsi sconosciuti da intraprendere

Fra fronde odorose e

avventurosi sogni

Da scalare

Ora innanzi agli occhi

spuma di mare

ultima scelta

correre a tuffare.

Ora o mai piu’

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