Il tempo del ristagno


Il ticchettio dell’orologio
imperturbabile continua
a scandire gli attimi
mentre del tempo
non ci importa.
Rimbomba
come campana stonata
in una notte senza fine
avvolta in una scia di spezie e blues.
Inseguo ritmi non consueti,
indecifrati, amletici dubbi e sentieri
di pensieri contrastanti.
Fieri nel loro comparire mi raccontano
inquadrature differenti.
Impertinenti strillano le loro ragioni
zittendo chi prova a soffocarli.
Non una scia di fumo o nebbia
li celerà per molto,
nell’utero in cui covano
disarmanti guerre.
Non pertinenze e convenzioni
freneranno il loro
irruento incedere.
Il tempo del ristagno
è giunto al fine.
Preannuncia baratri e tormente.
Ma all’ animo schietto non
paventa il chiarore del sole.
Nuda pelle svela aura incontrastata.
Sottomessa al suo volere,
marmorea scintilla,
nessun pudore ha in sè.
Il trasparente chiarore dell’ acqua
sincera e schietta
ti rinfresca.
Calda e avvolgente
ti copre di tepore.
Mai non mente
a chi osa osservarla
ed ascoltarla in pio silenzio.
Al tuo cospetto anima mia
Null’ altro sono che energia
In cerca dello spazio e del tempo
In cui incanalare ogni risorsa
Vago come vento leggero
alla ricerca del mio luogo
che ancora ahimé non trovo.

 

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