Perchè l’amore di coppia non dura più?


Guardandomi intorno, mi rendo conto che le coppie non durano più come una volta. Non credo però che il vero problema sia il fatto che prima i matrimoni non si potessero disfare, che il divorzio fosse un’onta o che le mogli preferissero subire il marito a causa della loro mancanza di indipendenza economica.

Il vero problema non credo nemmeno che sia la crisi dei valori.

La vera problematica nell’instaurare rapporti sentimentali soddisfacenti e quindi duraturi, credo sia insita nella mancanza di maturità emotiva tipica di questa fase storica.

Stiamo vivendo l’infanzia dell’umanità. Come Freud stesso rilevò l’essere umano passa attraverso varie fasi evolutive, la prima delle quali è quella narcisistica.

L’essere umano per millenni si è evoluto trascurando totalmente la parte emotiva-emozionale. Prima i bambini erano tenuti in considerazione solo in qualità di esseri umani che si preparavano alla crescita, come forza lavoro, a volte come elemento di disturbo, ma mai in nessuna epoca il bambino veniva cresciuto come un essere umano che necessitasse di particolari cure ed attenzioni.

All’attualità delle cose, crescere i figli tenendo in giusta considerazione le loro attitudini e aspirazioni, e proteggendoli a costo di mentire sulla crudezza della realtà, evitando loro ogni fatica e sofferenza, li sta privando di una guida e di una palestra atta a forgiare la loro componente emotiva.

Dagli anni 70 in poi le scuole di pensiero pedagogiche hanno messo l’accento sull’importanza della libertà, sulla pericolosità delle punizioni, specialmente corporali, sulla dannosità della coercizione. La crisi del modello educativo ha in effetti creato varie correnti educative che spaziano dal conservazionismo della vecchia scuola, al liberismo del modello svedese.

Il problema vero però è che questa variegata panoramica di scuole di pensiero pedagogico si affianca ad una moltitudine di modelli familiari, il che rende impossibile a fronte di una applicazione standard del metodo.ottenere dei risultati standard, poichè applicata ad un materiale umano assolutamente diversificato.

Se ci guardiamo intorno ci renderemo senz’altro conto che non solo l’educazione ha subito una crisi, ma anche la religione, la cultura e di conseguenza la famiglia.

I risultati sono palesi a chiunque! Regna il caos!

Se da un lato siamo cresciuti in intelligenza matematica, scentifica, cinetica, e tanto altro, se anche la diffusione della cultura scolastica si è ampliata fino a raggiungere tutti i livelli sociali, dall’altro si è data priorità a cio’ che è didattico,a cio’ di cui si trovano manuali, trascurando totalmente sia l’intelligenza sociale che quella emotiva.

E’ chiaro che ci siano in questo ambito aspetti che non si possano effettivamente insegnare, poichè implicano una parte riflessiva, probabilmente difficile da mettere in atto sia a scuola che in famiglia. Interferire troppo nella sefra emotiva in via di sviluppo mette anche a rischio di una manipolazione della mente e della coscienza altrui, pertanto risulta un terreno quasi minato.

Conoscere sè stessi  implica un attento ascolto delle proprie emozioni, reazioni e sentimenti. Ma solo allenandoci all’ascolto di noi stessi saremo in grado di fare la stessa cosa con l’altro. Metterci in condizione di ascolto dell’altro, come se stessimo ascoltando noi stessi, ci permette di entrare in sintonia e nel sintonizzarci sulla sua stessa frequenza emotiva, arrivare a sentire empaticamente le sue emozioni e quindi a comprenderle.

Noi occidentali non abbiamo la cultura del silenzio, dell’autoanalisi e dell’introspezione, tipica delle culture orientali, che inseriscono la pratica della meditazione nella loro vita al pari del bere e del mangiare.

Noi non curiamo la nostra emotività, non curiamo il nostro io interiore, quello che molti definiscono la nostra anima. Per oltre un millennio, l’unica cura riservata alla nostra anima era la preghiera, che per quanto simile alla meditazione con i mantra, aveva senz’altro tutt’altro intento e tutt’altro esito.

Purtroppo aver omesso e continuare ad omettere questo aspetto dell’essere umano, ha portato, tuttora porta e continuerà a portare, se non vi poniamo rimedio, delle terribili conseguenze collettive.

Se ci guardiamo intorno o se solo analizziamo le nostre vite, ci renderemo conto che non siamo effettivamente in grado di interfacciarci con l’altro in maniera matura, quindi empatica,  e non siamo nemmeno in grado di interfacciarci con noi stessi in modo obiettivo ed onesto.

I primi risultati catastrofici di tutto questo si riversano sulla sfera affettiva di ognuno di noi, nel campo familiare ma soprattutto in quello sentimentale, raggiungendo l’apice della devastazione nella vita di coppia.

Non sappiamo gestire le nostre emozioni!

Non sappiamo comunicare le emozioni!

Non sappiamo comprendere le emozioni altrui e spesso nemmeno le nostre.

In questo narcisismo diffuso, vi è una base di insofferenza generale, cui si reagisce con palesata arroganza.

Il bisogno naturale di amare ed essere amati, si circoscrive ad una necessità quasi fisiologica di ricevere amore.

L’amore non è più quell’impellente desiderio di donare e di donarsi, bensì un’arma attraverso la quale raggiungere uno scopo: la completezza.

Nel momento in cui si evolve all’età adulta e pertanto si lascia il nido familiare in qualità di luogo sicuro in cui si è al centro dell’attenzione e dell’affetto dei propri cari, vorremmo trovare un suo surrogato.

Una persona che ci ami per quello che siamo e che viva per soddisfare le nostre necessità.

Un essere umano che possa ricoprire questo ruolo è assolutamente raro da trovare poichèil 99% delle persone, ha lo stesso irraggiungibile desiderio: essere amati indissolubilmente.

ecco che il menage di copppia si trasforma quind in un fallimento. Un eterno tiro alla fune in cui si perde entrambi.

Quandanche il narcisista incontrasse una persona appartenente a quell’1% di persone che sono desiderose di dare amore, il risultato sarebbe altrettanto fallimnetare.

Il narcisista infatti, dopo un iniziale delirio di onnipotenza e gratitudie verso l’essere che lo idolatra, incredulo che esista una persona di siffatte virtù, passerà la sua vita a metterne alla prova l’amore, con l’intento di dimostrare che in realtà quella persona non può relamente provare amore. Pur di dimostrare l’inesistenza di questo sentimento farà qualsiasi cosa, anche negare le più scontate e spontanee dimostrazioni di gratitudine o rispetto o educazione, che normalmente si farebbero anche verso un estraneo. Il rapporto di coppia isi incammierà pertanto verso un masochistico, infausto quanto doloroso lagher dell’autodistruzione.

Non è un caso che sempre più spesso i rapporti amorosi non durino o si evolvano in trappole mortali, senza apparente via d’uscita se non la strda del dolore, a volte della morte.

Sarà pertanto importantissimo che nel futuro si escogitino stratagemmi formativi atti a migliorare la gestione dell’emotività e delle relazioni sociali fra individui e che si cerchi di farlo il prima possibile, per non consegnare una intera generazione all’infelicità.

 

 

 

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5 pensieri su “Perchè l’amore di coppia non dura più?

    1. innanzitutto ti ringrazio per aver dedicato del tempo a leggere il mio articolo e per avermi lanciato u nuovo spunto di riflessione: è sempre un piacere il confronto con te. Cosa intendi esattamente nell’asserire che “la coppia è una invenzione dell’uomo”?

      Piace a 1 persona

      1. Che non c’è scritto da nessuna parte che l’uomo deve vivere in coppia per tutta la vita con una sola persona. È un retaggio culturale tramandato nel tempo dalle religioni. Alcune religioni infatti prevedono la poligamia. L’uomo è fatto per amare, come un qualsiasi animale. E l’amore è ciclico. Dopo un po’ di tempo si esaurisce. Inevitabilmente. Resta altro. Che non è più l’amore iniziale. Ma questo è solo il mio pensiero.

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      2. cosi passi da un retaggio culturale a un altro. io credo invece che la coppia possa esistere, anzi probabilmente deve esistere, ma deve essere quellla giusta e cio’ che ci frega è la fretta! la cultura del voler realizzare qualcosa a tutti costi al primo ormone impazzito! l’idea che si debba avere tutta la vita una sola prsona ha un senso solo se la persona è quella giusta, quella che tu vuoi accanto perchè stai bene cosi, perchè ti fa sentire completo/a. tra l’altro dicendo che l’uomo è fatto per amare come un qualsiasi animale fai una genaralizzazione poco congrua.1- non tutti gli animali sono uguali. 2-assimili l’amore all’atto sessuale..
        Se hai avuto la fortuna di amare davvero sai che cosi non è!
        L’amore non è ciclico! il nostro umore lo è! le nostre aspettative, i nostri interessi e le nostre abitudini possono essere cicliche non l’amore: in caso contrario non era vero amore! o non era la persona giusta! (questa è la mia opinione ovviamente ❤ )

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      3. Rispetto il tuo pensiero. Non lo condivido ma lo rispetto. Siamo nati liberi. Non c’è mai stato scritto che l’uomo debba vivere in coppia. La coppia è un’imposizione religiosa. Quindi tu vivi secondo un modello che ti è stato imposto dalla società. Questo non significa che sia sbagliato. Ognuno nella vita persegue ciò che ritiene migliore per se stesso. Ovviamente senza ledere gli altri. E non parlo nemmeno di ormone impazzito o pulsioni sessuali. Come tutte le cose, l’amore inizia e finisce. Ciclico, come la vita. Ed innegabile. Per i più fortunati si trasforma in altro, e ciò permette alla “coppia” di vivere insieme magari tutta la vita. Per i meno fortunati diventa routine, noia. Una gabbia per il resto della vita.
        Tu guardi la visione dell’amore nell’accezione più romantica del termine. Il per sempre. La favola. Io ho una visione disincantata, naturale. “Siamo fatti per amare”, non significa trombare tutto ciò che capita a tiro. Ma che potrei innamorarmi durante il “percorso vita” di altre persone. E non per questo sentirmi in colpa, perché la società mi dice sposati con una e lascia perdere tutte le altre che è immorale. Capisco la favola del vissero felici e contenti, e non la giudico male, anzi vorrei avere la fortuna di trovare il mio “felici e contenti”, ma l’amore nel suo significato più generale è altro. E non una stupida imposizione religioso/sociale. Detto questo è solo la mia concezione. 😊

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