Solo la famiglia può insegnare ai figli a essere individui completi


Molti sono convinti che la scuola sia il luogo dove si forma un individuo. Io dico che se siete convintidi ciò avete perso in partenza e presto raccoglierete amari frutti per la vostra semina. Le persone si formano nella famiglia. I genitori hanno il dovere e la responsabilità di trasferire il proprio sapere e i prori valori ai figli, di assecondare le loro inclinazioni favorendo la oro affermazione e di indirizzarli affinchè siano in grado di interrogarsi su temi importanti quale il senso della vita e la responsabilità individuale nella società. Abbiamo trascurato fin troppo questo aspetto e se ne vedono i risultati: ragazzi che hanno perso l’amore per l’arte in tutte le sue forme, dalla scrittura, alla pittura, alla scultura.
Quanti giovani oggi sono in grado di fermarsi ammaliati davanti a un dipinto? Quanti si emozionano alle parole di una poesia? Quanti si incantano ai colori di un tramonto o innanzi a un cielo stellato?
E’ vero: siamo stati trascinati in una società in cui il tempo di vivere non c’è. Abbiamo sempre qualcosa da fare e in raltà non riusciamo più a comunicare nemmeno con i nostri cari.

Mi ricordo quando mio padre si alzava la domenica mattina prestissimo, ancora al buio, solo per il piacere di mostrarci la meraviglia dell’alba. Quando ci portava in collina per osservare le nuvole muoversi e le magiche forme che esse assumevano. Quando nelle notti stellate ci indicava le costellazioni trasferendoci la preziosità di quanto ci circondava. Mi ricordo quando il pomeriggio, seduto in relax, mi trasferiva la gioia della lettura. La notte mi raccontava una fiaba e la leggeva interpretando le voci dei personaggi, contagiandomi l’amore per il teatro. Quando dovevo fare i compiti era entusiasta che io studiassi e non seccato di dovermi stare appresso, plasmando cosi il mio animo all’importanza dello studio. Se gli chiedevo il significato di un termine, non mi rispondeva, prendeva il dizionario e diceva – vediamo -cercava la parola e mi spingeva ad approfondire, a volte finivamo con lo sfogliare il dizionario alla ricerca di altri termini, tanto che, all’età di 9-10 anni, uno dei miei passatempi preferiti era proprio cercare il significato delle parole o scoprire parole nuove, proprio attraverso il dizionario. Oggi si può fare anche attraverso internet, si fa prima, ma il senso è lo stesso.
Io ad esempio lo faccio ogni giorno, con mio figlio, perchè voglio che sia fortunato come lo sono stata io.

Eppure c’è stato un periodo in cui anch’io ho peccato, presa dai mille impegni e dal lavoro. Un periodo in cui l’idea che miei figli dovessero fare i compiti era un qualcosa che mi pesava, perchè non avevo il tempo di seguire anche quello. Purtroppo i risultati di allora sono stati disastrosi e questo mi ha spinto a riflettere profondamente e a mettermi in discussione. Sono arrivata a far scelte pesanti ora. Scelte che pesano sul budget familiare, a vantaggio del tempo che riesco così a trascorrere insieme ai miei figli.

Quanti lo fanno?

I figli sono il patrimonio più grande che lasciamo al futuro, ma la chiave di lettura verso il domani gliela consegnamo noi, con il nostro esempio.

Non esistono sostituti, non esistono alibi, non esistono scuse suffcicienti a coprire questo ruolo se non la propria responsabilità genitoriale.

Il rispetto per la vita, per il pianeta, per il prossimo, per gli animali, per la cultura, per il sapere, per le arti, per la scoperta, per la salute, per il proprio corpo, per sè stessi, possiamo insegnarlo solo noi : in famiglia e con il nostro esempio.

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3 pensieri su “Solo la famiglia può insegnare ai figli a essere individui completi

  1. Condivido totalmente.
    La disgregazione delle famiglie e i falsi miti offerti dalla società sono le cause del declino della figura del padre.Il padre non dovrebbe essere solamente colui che sa porre dei limiti, quando occorre, od offrire pedane di lancio o sponde di approdo (sempre), ma deve essere soprattutto colui che induce i figli a superare sia le incertezze sia i miti per introdurre alla vita reale, adulta, e ai valori per cui è bello viverla. Come? Con l’esempio più che con le parole, anche se qualche chiaro ammaestramento o avvertimento va pronunciato.

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