LE INTERVISTE AI PROTAGONISTI: FLAVIO SECCHI|La chitarra regina per una notte|14-10-2017


Flavio Secchi sarà uno dei protagonisti della seconda edizione de La Chitarra: regina per una notte.

Cagliaritano, chitarrista classico e jazz, per poi andare a dare omaggio al cantautorato italiano, facendo di questo anche la tua strada. Che ci dici?

Flavio: Una volta, un grandissimo musicista che ho avuto la fortuna di avere come insegnante in tenerissima età, Peo Alfonsi, mi disse: “Ci son molti tipi di musicisti. Fai conto che la musica sia come una mela, e noi siamo il verme che la vuol mangiare. Ci son alcuni che vanno dritti al nocciolo, ci arrivano prima, ma non sanno com’è fatto il resto della mela. E poi ci son quelli che prima di arrivare al nocciolo gironzolano e se la mangiucchiano un po’ tutta. Arrivano ugualmente al nocciolo ma ci mettono molto più tempo. Ecco tu sei di questo secondo tipo.” Aveva ragione. Mi sono cimentato nel repertorio classico, nel metal, nel rock, nel jazz, nel flamenco, e sono approdato al cantautorato come a un lido in cui ogni influenza è permessa e gradita, in cui la creazione di musica e testi in sinergia permette un’efficacia comunicativa senza eguali. Parole e suoni si mischiano, si scambiano gli attributi e diventano una cosa sola insieme con tutte le influenze che mi hanno reso interessante e meraviglioso il percorso.

Hai ereditato la passione per la musica e, in particolare per questo favoloso strumento che è la chitarra dal tuo papà.

Flavio: Si, devo a mio padre e alla sua chitarra la mia scelta e il mio amore con questo strumento, pieno di limiti per molti versi ma proprio per questo unico e ineguagliabile. Mio padre mi suonava la chitarra per addormentarmi, la suonava in casa quando c’erano gli amici, era l’anima delle feste – in un mondo che per me era tutto lì, tra le mura domestiche o poco più – e quando gli ho chiesto di insegnarmi – avevo otto o nove anni – è stato come una folgorazione. Mi sembrava di non aver mai fatto niente di più bello. Oggi, a pensarci, è ancora così.

Hai scritto e hai suonato parecchio in questi ultimi anni, vuoi ricordarci le tue pubblicazioni?

Flavio: La prima pubblicazione a cui ho partecipato come musicista è stato un DVD fotografico dal titolo “Sardegna, punti di vista”. Composi la musica e la suonai insieme ad alcuni colleghi di conservatorio. A questo seguì una partecipazione in un CD dal titolo “Brevis Lectio” in cui ero stato invitato a partecipare come rappresentante del corso di jazz. Incisi il mio brano “Assenza” col trio Aletheia, una formazione che ora non esiste più. Poi entrai a far parte delle Balentes con cui registrai il CD “Le balentes cantano Andrea Parodi” e il CD/DVD “Cantano Andrea Parodi” insieme a tanti artisti della scena italiana (Piero Pelù, Mauro Pagani, Rita Marcotulli e tanti altri). Poi fu la volta del CD “MOGASE” con l’omonima formazione jazzistica, e “Abbiamo Perso” dei SIKITIKIS. Qualche altra comparsata qua e là come ospite, e poi naturalmente ho dato alle stampe i miei due album come cantautore: “Flavio Secchi & the hall kitchen” e “Parole per chitarra”, due dischi molto diversi tra loro ma in qualche modo legati a doppia mandata da un filo conduttore stilistico. Come scrittore invece ho all’attivo tre raccolte di poesia (una nel volume “Aurisse”, un’altra nella “Enciclopedia dei poeti italiani contemporanei” e l’altra in un volume dal titolo “MOGOL”) e un libro di novelle, uscito insieme al secondo album e venduto in accoppiata editoriale. In preparazione ho il prossimo album – di cui non anticipo niente – e il mio primo romanzo per ragazzi.

Sappiamo, non lo nascondi di certo, che sei un vero e proprio appassionato delle belle chitarre, sei anche un collezionista?

Flavio: Mi piacerebbe esserlo! AHAH! Diciamo che ne ho cambiate tante e altrettante non mie ho avuto la fortuna di suonarle. Acustiche, elettriche e classiche. Attualmente ho due belle acustiche Maton (una a 6 e l’altra a 12 corde), una Telecaster e una chitarra flamenco costruitami dal bravissimo Rinaldo Vacca.

Di sicuro ne hai una preferita…

Flavio: Ogni chitarra ha i suoi momenti. Ne ho una preferita “a periodi”. Forse la chitarra che sto suonando maggiormente in questo periodo è la Maton a 12 corde. Si sposa molto bene col genere cantautorale e credo ancor più quando capita di suonare da solo con la formula “chitarra e voce”.

Sei uno dei chitarristi che parteciperà alla seconda edizione de “LA CHITARRA: Regina per una notte”, sarai supportato da una band, un trio jazz. Ci vuoi presentare gli altri?

Flavio: Mi accompagnano per questa occasione due compagni della prima ora, come si suol dire. Al contrabbasso Alessandro “Cinzio” Atzori e alla batteria Gianrico Manca. Due grandissimi amici con cui ho il piacere e l’onore di condividere palchi da quasi quindici anni a questa parte.

Hai dei progetti dei quali vuoi parlarci?

Flavio: Come ti accennavo, ho in cantiere un altro disco e un romanzo. Ultimamente ho messo su anche un piccolo omaggio a Lucio Dalla, il mio cantautore preferito di sempre. Ogni tanto mi piace fare un concerto totalmente in suo onore, eseguendo solo brani suoi. Non ho al momento altri progetti, ma credo siano sufficienti 😉 !!
Grazie al nostro amico Flavio, arrivederci alla seconda edizione de “LA CHITARRA: Regina per una notte” al FABRIK di Cagliari il 14 ottobre 2017.

Se volete sapere di più, visitate il sito www.flaviosecchi.it

Scopri i protagonisti della seconda edizione de La Chitarra: Regina per una notte

Visita l’evento facebook de La Chitarra: Regina per una notte

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