Mai più notti bianche per te


Tutti mi dicono
Tutti mi chiedono
Tutti mi chiudono
Tutti mi inchiodano

Nell’abisso in cui ho rinchiuso
ogni mio senso
ho perso il tempo
ed il ricordo
del miraggio
che mi portò
in questo eterno
movimento.

Riposo
ma sposo
il ritmo
del pianto
Le grida silenti
Mai più ondeggiamenti
Nessuno interviene
Mi scoppian le vene.

Col fiele le pene
inaridiscono
I pensieri e le parole
ormai sfiniscono.


Tu gridi ogni notte
Rimbombano le botte
che ho preso
Col peso
ti stringo
di più.

Non riesco a dormire
se sento salire
quel battito infermo
di un gioco perverso.


Pensieri contorti
su passi distorti
Tu spegni la luce
poi chiudi la porta
Prometti che questa
sarà l’ultima volta.

Il livido informe
mi brucia i pensieri
Se sfiori la tela
colori pionieri
il rosso del sangue
che tinge quel morso
il blu porta il peso
del fianco indifeso.


La forza di un bruto
che forza un amplesso
Violenta innocenza
di un animo oppresso
Costringe il ricordo
lacerante complesso
Rimosso e rimesso
fra il gesso
che ho messo
sul cuore
per te

Eppure credevo
sarebbe durato
il tempo di un battito
d’ali

Ma no.
Non riesci a capire
il sogno soldato
che il corpo sfiancato
di nuovo ha rubato.

Oggetti che volano
piatti sui muri
si schiantano al suolo
energicamente
Riprendi la scena
non basta il ricordo
che un lampo di fuoco
ha voluto bruciare.

Amletico resti
sospeso a pensare
complessi repressi
Spettacoli amari
Non faccio domande
io temo risposte

La fune si tesa
il fiato sottesa
la mente soppesa
ogni pausa sospesa


Parole strappate
fra intensi diluvi
fraintesi, difesi
sono pianti pretesi
Son gesti sommessi
Cuscini concessi
a occhi repressi
Finestre appannate
da acque filtrate
fra ciglia accigliate
con te.

Pagliacci bardati
di stracci bendati
che al cuore han rubato
il cielo stellato.
Crudele fardello
ripara l’ombrello
di mani stregate
su pelli sudate.


Le ombre bagnate
che ascoltano le grida
scudisciano parole
che baciano le suole.


Sei proprio un attore
Ora si lo so dire
Peccato che ho perso
il percorso deterso.


La fune si annoda
L’esofago stride
Il mimo che stringe
una ruga sottile.


Ti senti più in alto
nessuno ti assale
La sedia che trema
rovescia la pena
Mai più in questo male
vivrò
Notti bianche
per te.

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