Il mio luogo dei sogni_dedicato a mio padre


Cicatrici dentro e tanto amore.
Una lacrima
è il mio ricordo
del tuo sguardo abbassato
a raccattare i cocci di una vita
in declino
e una mano
che aveva bisogno di essere stretta
per trovare
il coraggio di non mollare,
la forza di accettare
che il tempo di lasciarci
stesse per arrivare.
Il profondo dolore
di vedere invecchiare
e poi partire
per sempre
te
il mio punto di riferimento
il mio immenso amore
il mio tutto
Ho letto nei tuoi occhi
la paura
la voglia di non essere di peso
l’umiliazione di dover essere accudito.
La signorile discrezione dei tuoi sguardi rassegnati
all’ineluttabile
al dover chiedere
sperando di ottenere
cura ed attenzione
Anche nei tuoi momenti
di mancata lucidità
avevi la coscienza del tempo
del male
del buio
che confondeva passato e presente.
La paura dei tuoi pensieri
e delle tue parole
confuse
dal delirante intralcio
di quell’ammasso informe
“Il timore di clamorose smentite”
Quando fantasia e illusione
si sovrapponevano tetre
a ogni tua gioiosa passione
e le tue storie,
apparenti ricordi,
erano pura finzione,
gioco tetro del destino
incattivito
al tuo cospetto.
Il cigolio di quattro ruote
sull’asfalto dissestato
fra le aiuole al sole
e le tue fiabe
di guerra e mare.
Un ciao silenzioso
fra una ruga e un affanno
nell’attesa di rincontrarci
e poi il nulla.
Un addio mai dato
senza un ultimo bacio.
Sei partito da solo
per l’ennesima volta
e stavolta per sempre.
Non sai quanto mi manchi
quanto è vuoto il dolore
di non averti accanto
eppure sei sempre con me
ovunque
sono piena di te
Mi hai riempito la vita di luoghi
di suoni di odori
di storie.
Mi hai trasmesso l’amore
col fare
col parlare
con sguardi di cuore.
Mi hai insegnato ad osare
con garbo e pazienza
a portare rispetto alla vita
a scrutarne l’essenza
a tenere in custodia
il sapere
riservandogli orgoglio
e premura
mi hai insegnato
a sfiorare ogni cosa
anche il cuore
con doverosa cura.
Mi hai lasciato il profumo del sale
del lentischio, dei pini,
delle alghe e del mare.
Nelle curve del tempo
degli antichi ginepri
so trovare carezze di muschio
e codini di lepri
Le nidiate di rosei topini
non mi fanno timore
ma mi stringono il cuore.
Elicriso mimose ginestre
sono essenza che riempie i polmoni
son sentieri nascosti
che ho esplorato con te
ossidiana fra i boschi.
E ti sento che mi stringi la mano
anche adesso che il respiro mi trema
e mi trema la penna al pensiero
che una vita non basta
a percorrer le strade
che ho vissuto con te.
Il mio grazie
è il saluto finale
sei stato il mio luogo dei sogni
ma non c’è funerale!

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