Fragilitàinteriore


Risuoni come corno in fondo al cuore

che specchio sei del sole

e della luna

al vento canti il grido del mio male

che non si adatta al nero nè al grigiore

ululi senza fiato e senza voce

crepando quel cristallo che mi avvolge

sei vertice e accogliente valle

e piangi e ridi e sogni

e mai mi stanchi o mi abbandoni

ma possedendomi in scossoni

che son singhiozzi senza tuoni

al tuo cospetto mi conclami

fragilità interiore

lenza senz’ami.

Non mangio e non mi nutro

non caccio o pesco

nè ti adesco

ti guardo e ti rispetto

qui china al tuo cospetto

illuminami gli occhi

inducimi in errrore

che sbaglio non esiste

desidera ch’io preghi di trovare

strada di specchi

che a me rimanga uguale.

non ferro nè cemento

in fondo al petto porto

non marmo nè silenzio

di un lucido trasporto

mi fermo e penso

ho il fiato corto

se spengo il senso

mi sento morto.

 

 

 

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