Seicentomila


Prevedevo il mio naufragio
sonno e veglia in quel pertugio
luce spenta come il tempo
che non passava mai
Catturata dalla violenza
che mi ha incatenato
e mi ha soffocato
spingendomi fin qui
Imbracciati sogni e speranze
ho strisciato fra i remi
della disperazione
per lasciare la mia nazione
ora lascio la mia prigione
scorticandomi la pelle
fino a lacerarla
ora è cosparsa di sale
ma non mi fa male
più di quello che ho sopportato
del terrore che mi ha cresciuto
Ero nuda senz’ossa e senza veli
non ho neanche seni
non ho più le labbra
solo cuciture
dentro la stiva che mi ha raccolta
violata ancora un’altra volta
ma sarà l’ultima
perché non ho più corpo
ora non sento niente
nemmeno la corrente
che mi trascina via
La chiamavano accoglienza
sulla nave della speranza
Io guardavo al futuro
ma non sapevo nuotare
poi non ricordo niente
ero fra la mia gente
che si è fatta coraggio e lacrime
per arrivare a terra
e ha riempito il mare
col seme del desiderio
fecondato col sangue del passato
nel nome di un dio mai nato
che chiamavano libertà
E’ una guerra senza nazione
che è piegata al potere
della disperazione
è una nuova deportazione
copre di stracci
la competizione
guerra fra poveracci
non c’è religione
non c’è compassione
nè coscienza o rimorso
solo il ventre che grida
mentre l’odio dilaga
come un virus senza colore
che si espande nel cuore.
Intanto il mare disobbediente
che tutto prende e non tiene niente
ci riporta a casa
anime senza posa
siamo pensiero di speranza
sogno infranto
corpo alla deriva
non ci stavamo
dentro quella stiva
quando il porto
chiudeva le sue porte
giocando le sue carte
ci hanno buttati a mare
non sapevamo nuotare
è giunto il tempo del riposo
siamo adagiati il fila
siam corpi sulla riva
siamo seicentomila.

“Erano mori e forti e sono morti!”

“La libertà non può avere nazione, non può avere colore, non può avere un prezzo”
“Non sono naufragati solo degli esseri umani, ma la nostra intera società e abbiamo il dovere morale di fare in modo di trovare la strada che permetta a tutti di vivere degnamente nelle proprie case, con i propri cari, con i piedi posati sulla propria terra”
“Distanza non deve più fare rima con speranza, futuro non può e non deve essere solo una parola scritta su un muro pasticciato di sogni e disobbedienza”
“Dignità, rispetto e comprensione sono le linee guida che permetterebbero di scardinare il potere del dio denaro per far posto alla vita e alla pace”

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