Macerie d’agosto


Ponte di gioia e collegamento
passaggio e riscatto
vanto attraverso il vento e il tempo
ponte d’ innovazione e orgoglio
potere astratto, distratto

Futuro e cemento
tu sovrastavi case e palazzi
ospitavi passi e ombre
a milioni sul tuo forte asfalto
a percorrere sentieri.

Non ti curavi certo
Di chi di te non si curava
E immobile e fiero
nel tuo profondo nascondevi
di questo mondo i marci desideri.

Figlio di un dio potente
e di una madre astuta
il parto tuo sembrava naturale
eppure già segnato e non pagato
portavi in te il tuo funerale

Sapeva già il tuo vile genitore
che con la risparmiata sabbia
e lo scandire delle ore
saresti diventato emblema e giustiziere
di questo nostro Stato ormai ammalato?

Nel giorno in cui di luce risplendesti
fra rintronar di tuoni e cupe piogge
nel camminare solito e affollato
di genti indaffarate ad arrivare
Il tuo splendore d’improvviso cadde.

Un lampo ed un bagliore
e infine il Crollo
Catastrofe d’inaspettate morti
le grida silenziose del tuo popolo
le mani insanguinate di macerie

Nel disperato vuoto dei dispersi
famiglie violentate e uccise
e case rase al suolo
morti e superstiti all’addiaccio
nell’ultimo tuo tetro abbraccio.

dedicato ai morti e feriti dal Ponte Morandi

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