Fiore Selvatico


Sento che la fune a cui mi reggevo, seppur non certa della sua forza, si sta sfilacciando. Ormai è solo un filo eppure vorrei credere che quel filo porti in sé il vigore dell’acciaio temprato.

Le mie mani sanguinano nel tentativo di salvarmi dall’abisso in cui cadrò se quella corda cederà.

Non per volare in alto ho perso la terra sotto i piedi, ma per cercare di raggiungere la tua sfuggente essenza

Eri un fantastico fiore su di una roccia. Avevi il candore del giglio, il profumo soave del loto, le spine che ti avrebbero difeso da chi avesse tentato di staccarti da quella rupe.

Mi sono fatta male per raggiungerti e più ancora perché volevo darti un posto più confortevole in cui affondare le tue radici. Ma tu non volevi un altro posto, volevi radici nuove, nuova linfa.

Ora non sai più qual’è il tuo posto, non sai più cosa ti renderà felice. Ora sei nebbia fra la nebbia, coltre umida di sofferenza e marmoreo torpore .

Ed io pioggia

(dalla collana scritti del 2019)

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