Trappola


Dietro vetri che trasudano freddo

lacrime scorrono

cautamente prepotenti

mimetizzate

col gocciolio delle finestre.

Amaro veleno vomitano

Fra ansie vibranti di sacrifici

e fiumi di disperazione

Per troppo tempo hai intessuto

Falsi fili d’oro

Fragili come cristallo

L’anima mia ti scaccia

insensibile coperto di spine.

Niente aculei

nè pungiglioni

trafiggeranno più il mio cuore.

Celata ormai da solido granito

non sarò più facile preda

della tua tela di ragno

Falsa difesa dalla brutale marcescenza

di questo contaminato mondo

Tu non mi inganni

Non sarò più il delicato nutrimento

Della tua perpetua ingordigia

Sopravvissuta alle tue magiche alchimie

Non scorrerà più lacrima

Nel mio fragile cuore

Di pietra ho il petto e non mi ferirai

(dalla collana scritti del 2019)

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